Metodologia: Periodizzazione Cognitiva©

La Periodizzazione Cognitiva è un nuovo metodo di allenamento sportivo, applicato al calcio ma applicabile a tutti gli sport di squadra ad abilità aperta. Alterna approcci metodologici globali a quelli analitici e utilizza metodi psico educativi con sviluppo di abilità. I suoi principi pedagogici, per l’insegnamento della tecnica e della tattica calcistica, originano dai metodi sistemici Portoghesi e Spagnoli, a cui si unisce il rinomato background della scuola Italiana.

La caratteristica distintiva della Periodizzazione Cognitiva non è soltanto l’allenamento funzionale delle componenti motorie, coordinative, tecniche e tattiche necessarie per sviluppare le abilità nelle varie fasi del gioco del calcio a 11 (possesso, transizione, non possesso, e relative sottofasi), ma soprattutto quello della componente cognitiva decisionale.

Nei contesti tattici decisionali infatti, facciamo confluire i nostri training cognitivi per sviluppare i tre principali sottoinsiemi delle Funzioni Attentive Esecutive: la working memory, l’inibizione e la flessibilità cognitiva. Lo scopo di questa fase, è ridurre il tempo decisionale dei giocatori in situazione di gioco, che in questo modo manifestano in partita una velocità di pensiero e di esecuzione superiore perché sono in grado di gestire in maniera più efficiente e funzionale tutti i parametri e i fattori presenti in quella specifica situazione di gioco, rispetto ai propri avversari.

La tecnica viene insegnata ai ragazzi partendo dal globale, passando per l’analitico e ritornando nel globale in ogni seduta; la tattica, intesa come strategia, capacità di comprendere e risolvere le situazioni strategiche, viene insegnata attraverso la libera esplorazione o l’esperienza guidata con approcci sistemici globali. Le proposte per l’insegnamento della tecnica e della tattica confluiscono sempre nei principi del modello di gioco, a prescindere dalle fasce d’età e dalle categorie.

Il programma che proponiamo è organizzato in cicli di 4 settimane. In ogni ciclo si lavora su un obiettivo tecnico specifico che viene destrutturato in tutte le sue componenti motorie e coordinative; le componenti motorie (schemi motori e/o posturali) e coordinative funzionali per l’obiettivo tecnico prescelto, vengono allenate con giochi o esercizi con lo scopo di migliorare la componente motoria e coordinativa del gesto tecnico al di fuori dello stesso (“outside the skill” phase); a seguire, si fanno confluire le competenze motorie acquisite, in maniera specifica, all’interno della gestualità tecnica (“inside the skill” phase). Dopo il raggiungimento di una certa soglia di apprendimento neuromuscolare, sia dal punto di vista motorio coordinativo che tecnico, il gesto viene inserito in un contesto tattico-situazionale (“decision” phase) e allenato in modo funzionale al modello gioco attraverso l’utilizzo di partite a tema, giochi semplificati, esercitazioni di catena e possessi palla.

Ogni nostro atleta viene profilato a inizio e fine stagione sotto l’aspetto coordinativo, tecnico, tattico, cognitivo e socio relazionale, per poter individuare le sue caratteristiche prevalenti, le sue attitudini in cui è carente che possono o non possono essere modulate con l’allenamento in base al suo patrimonio genetico. Ognuno di questi report personali fornisce delle indicazioni precise e ci permette di attribuire una connotazione tattica all’atleta, partendo dall’analisi delle sue attitudini, confrontandole con i parametri specifici di ogni ruolo all’interno del modello di gioco, e mettendole poi al servizio dell’organizzazione collettiva: il lavoro di profiling ci fornisce delle coordinate precise, come in una scacchiera.

Ogni nostro bambino, a partire dall’età di 2 anni fino all’età di 16, grazie al metodo Periodizzazione Cognitiva, si avventura in un percorso di evoluzione e trasformazione di 14 anni, nel corso dei quali, stagione dopo stagione, completa dei cicli di tre anni consequenziali, nei quali raggiunge i propri obiettivi formativi, passa pian piano di livello e diventa un giocatore di calcio. Tutte le proposte didattiche in cui si imbatte nel corso di questi lunghi 14 anni, sono tutte strettamente interconnesse: le nostre squadre di bambini di 5 anni, che giocano con il 3v3, giocano seguendo gli stessi principi tattici del modello di gioco dei ragazzi di 16 anni che giocano 11v11.